Yekta impazzisce di rabbia dopo la scarcerazione di Ceylin e promette una vendetta senza pietà
Yekta impazzisce di rabbia dopo la scarcerazione di Ceylin e promette una vendetta senza pietà

La decisione del giudice Neva di liberare Ceylin scatena una reazione furibonda da parte di Yekta Tilmen. L’uomo, devastato dal dolore per la morte di suo figlio Engin, non riesce ad accettare che la principale sospettata dell’omicidio possa tornare libera in attesa del processo.
Quando i suoi collaboratori gli comunicano la notizia, Yekta esplode immediatamente. Pretende spiegazioni e vuole sapere come sia possibile che il tribunale abbia preso una decisione simile. La possibilità che ci fosse una terza persona sulla scena del crimine lo manda su tutte le furie e ordina ai suoi uomini di trovare immediatamente prove capaci di demolire questa teoria.
Nel frattempo anche Lacin è distrutta dal dolore. In una scena straziante guarda vecchi video di Engin e scoppia a piangere ricordando il compleanno del figlio. Ma il momento più intenso arriva durante il confronto con Gul. Le due donne, entrambe devastate dalla sofferenza, si accusano reciprocamente di aver provocato una tragedia senza ritorno.
Lacin confessa di cercare ancora il profumo del figlio nelle stanze della casa e racconta di indossare le sue pantofole e i suoi vestiti nel disperato tentativo di sentirlo ancora vicino. Gul però risponde con parole gelide e terribili: “Ora siamo pari. Sono morti entrambi”. Una frase che lascia intendere quanto il dolore abbia ormai distrutto ogni possibilità di pace.
Yekta, intanto, appare sempre più ossessionato dall’idea di vendicarsi. È convinto che Ceylin stia cercando di sfuggire alla giustizia e promette che farà qualsiasi cosa per riportarla in prigione. La sua rabbia rischia però di trascinarlo verso decisioni sempre più pericolose.